I Nostri Consigli — Bonus casa

Bonus ristrutturazione 2027: cosa prevede la manovra e cosa non è ancora deciso

Il bonus ristrutturazione 2027 è uno dei capitoli più attesi del disegno di legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. La notizia principale è che il taglio delle aliquote previsto dal 1° gennaio 2027 viene evitato. Ma il testo deve ancora passare in Parlamento: ecco cosa sappiamo oggi e come muoversi senza sorprese.

A che punto è la manovra

Il disegno di legge di Bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e ora è all’esame del Parlamento. L’articolo dedicato ai bonus edilizi comincia il suo percorso alla Camera. Secondo il calendario riportato dalla stampa specializzata, il parere della Commissione europea è atteso entro fine novembre e l’approvazione definitiva entro il 31 dicembre 2026.

In pratica: le misure descritte qui sotto sono quelle del testo presentato dal Governo. Possono ancora cambiare durante l’esame parlamentare, quindi conviene ragionarci come a una direzione molto probabile, non come a una norma già in Gazzetta Ufficiale.

Le aliquote previste: 50% e 36%

Senza un intervento, dal 2027 la detrazione per i lavori di recupero edilizio sarebbe scesa. Il disegno di legge invece proroga anche per il 2027 lo schema in vigore nel 2026:

ImmobileDetrazione 2027 (ddl)
Abitazione principale (prima casa di proprietà in cui si ha la residenza)50%
Altri immobili (seconde case, immobili a reddito)36%

Il tetto di spesa resta di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si recupera in dieci quote annuali di pari importo. Per chi investe in immobili da mettere a reddito o da rivendere, quindi, la differenza tra prima casa e altri immobili rimane un elemento da mettere nel business plan fin dall’inizio.

Bonus mobili: confermato anche per il 2027

Il testo proroga anche il bonus mobili ed elettrodomestici: detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, cioè fino a 2.500 euro di detrazione. Resta legato a un intervento di ristrutturazione: non si può richiedere solo per l’acquisto di arredi senza lavori edilizi alla base.

Gli elettrodomestici devono rispettare classi energetiche minime, che variano a seconda della tipologia di apparecchio. Prima di acquistare conviene verificarle sulla guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.

Ecobonus e altri capitoli ancora aperti

Il punto più incerto riguarda l’ecobonus. Nella prima versione della manovra non compare il ritorno della detrazione al 65% per gli interventi di efficienza energetica: le aliquote restano allineate al bonus casa (50% e 36%). Alcune fonti indicano che il tema potrebbe tornare durante l’esame parlamentare se il confronto con Bruxelles sui margini di spesa avrà esito positivo; altre lo considerano escluso.

Su sismabonus e misure condominiali i dettagli andranno verificati sul testo definitivo. Il nostro consiglio è di non impostare un progetto contando su un’aliquota più alta che oggi non è prevista.

Attenzione: restano escluse dalle agevolazioni, come già dal 2025, le sostituzioni degli impianti di riscaldamento con caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili. Se il progetto prevede il rifacimento dell’impianto termico, valutate da subito soluzioni alternative.

Proprietari e investitori: cosa cambia in concreto

Per chi vive nella casa da ristrutturare, la proroga del 50% significa poter programmare i lavori nel 2027 alle stesse condizioni di quest’anno. È l’occasione per interventi che spesso si rimandano: rifacimento degli impianti, bagni, serramenti, redistribuzione degli spazi.

Per chi investe, la detrazione del 36% sugli altri immobili resta un aiuto, ma non è il motore dell’operazione. In un progetto di ristrutturazione per affittare o rivendere contano soprattutto il prezzo di acquisto, il costo reale del cantiere e i tempi. Un cantiere che sfora di qualche mese pesa sul rendimento più di qualche punto di detrazione.

In entrambi i casi la regola è la stessa: prima il progetto e i numeri del cantiere, poi il calcolo dell’agevolazione. Non il contrario.

Come pianificare i lavori tra fine 2026 e 2027

Con le aliquote attese uguali a quelle del 2026, non c’è la corsa a chiudere tutto entro il 31 dicembre che si temeva fino a poche settimane fa. Questo è un vantaggio: permette di progettare con calma e di evitare cantieri improvvisati.

Cosa fare adesso

  • Verificate il requisito dell’abitazione principale: la differenza tra 50% e 36% dipende da proprietà e residenza, non dalla grandezza dei lavori.
  • Raccogliete preventivi dettagliati, con voci separate per opere edili, impianti e forniture: servono sia per la detrazione sia per confrontare le offerte.
  • Pagate con bonifico parlante e conservate fatture e titoli edilizi: senza la documentazione corretta la detrazione è a rischio.
  • Tenete d’occhio il testo definitivo a fine dicembre, soprattutto se il progetto comprende interventi di efficienza energetica.
Consiglio pratico: se state valutando lavori importanti su una seconda casa o su un immobile da investimento, fate il conto della convenienza con il 36% e non con il 50%. Un progetto che regge con l’aliquota più bassa è un progetto solido; tutto il resto è un margine in più.

Volete capire quanto potete detrarre sul vostro progetto?

Analizziamo con voi l’intervento, i requisiti e i tempi del cantiere, così da partire con un piano chiaro e un preventivo trasparente.

Prenota una consulenza Oppure prova il preventivatore →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *